(UNWEB) - Perugia, La Giunta regionale dell'Umbria ha adottato in via definitiva il disegno di legge relativo agli "Interventi in materia di tributi regionali" voluto congiuntamente dal vicepresidente della Regione Umbria con delega al Bilancio, Tommaso Bori, e dall'assessore regionale alle Politiche sociali e al Welfare, Fabio Barcaioli, con l'obiettivo di sostenere le realtà sociali del territorio di fronte alle recenti evoluzioni normative nazionali.
Il provvedimento è frutto di un proficuo percorso di partecipazione e confronto che ha coinvolto attivamente gli enti del Terzo settore operanti in ambito socio-sanitario e l'intero mondo della cooperazione umbra.
L'aggiornamento della normativa regionale si è reso necessario per via della riforma nazionale del Terzo settore che ha istituito il Registro unico nazionale del terzo settore (Runts) in sostituzione di tutti i precedenti registri.
Dal primo gennaio 2026 infatti, l'Anagrafe unica delle Onlus è stata soppressa, imponendo agli enti una migrazione verso il nuovo sistema per poter mantenere i benefici.
Il nuovo disegno di legge quindi, interviene proprio per assicurare la continuità e il potenziamento dei benefici fiscali per gli operatori rientranti in queste categorie.
Tra le principali misure introdotte dal testo, spicca una riduzione dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive (Irap), che viene fissata all'1,50 per cento per gli enti iscritti al Runts che svolgono in via esclusiva o principale attività di assistenza socio-sanitaria, sociale residenziale e non residenziale, identificati dai codici Ateco 86, 87 e 88.
Questa misura garantisce un trattamento di continuità strutturale con le passate agevolazioni previste per le ex Onlus.
Il provvedimento interviene anche in materia di tassa automobilistica regionale, assicurando la continuità delle esenzioni dal pagamento per i veicoli di proprietà delle associazioni di volontariato, di promozione sociale, del settore sanitario, sociale e della protezione civile.
Tali benefici saranno d'ora in avanti vincolati alla regolare iscrizione al Runts oppure all'elenco territoriale del volontariato di protezione civile istituito presso la Regione Umbria.
La manovra prevede un impegno finanziario a carico del bilancio regionale pari a 275mila euro annui a decorrere dall'esercizio 2026, necessari a coprire le minori entrate derivanti dalle riduzioni fiscali a sostegno del welfare regionale.
Rimangono pienamente operative le agevolazioni che azzerano o riducono l'aliquota IRAP a favore delle cooperative di lavoro e delle cooperative sociali (tipo A e B), senza che siano necessari ulteriori interventi legislativi.
A seguito della sua adozione definitiva in Giunta, il disegno di legge sarà ora trasmesso all'Assemblea legislativa per la discussione e la successiva approvazione, affinché le misure di sostegno possano entrare in vigore a supporto delle reti di solidarietà umbre già a valere dal corrente anno.
"Il disegno di legge che abbiamo licenziato in Giunta regionale – sottolinea Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria con delega al Bilancio – non è una semplice misura tributaria, ma una precisa scelta politica a difesa del nostro tessuto sociale. Il Terzo settore non è un accessorio, ma costituisce una rete fondamentale che unisce persone, associazioni e istituzioni, in Umbria e nel resto del Paese. In un momento in cui le riforme nazionali rischiano di indebolire questo modello di solidarietà, la Regione risponde offrendo a queste realtà basi solide per dare continuità e slancio ai loro progetti sul territorio. Proteggere chi fa innovazione sociale e garantisce inclusione – conclude Bori – significa redistribuire benessere e creare uno scudo a difesa dei più fragili".
"Con questo provvedimento – ha evidenziato l'assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli - riconosciamo il ruolo che il Terzo settore svolge quotidianamente nelle nostre comunità. Associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali garantiscono servizi, accompagnano le persone più fragili e offrono un supporto prezioso a molte famiglie. L'adeguamento della normativa regionale consente di mantenere strumenti importanti per sostenere queste attività e dare continuità a un patrimonio di competenze, impegno e solidarietà diffuso in tutta l'Umbria".



