(UNWEB) - Perugia Adesione massiccia, un dibattito acceso all'interno delle classi e il totale degli istituti pronto a ripetere l'esperienza l'anno prossimo. Sono i risultati di "Vince l'amore: educare alle emozioni", il progetto regionale sull'educazione affettiva discusso oggi, venerdì 19 giugno, presso la sede del Centro per le pari opportunità della Regione Umbria a Perugia. L'incontro ha visto la partecipazione dell'assessore regionale all'Istruzione, Welfare e Politiche giovanili, Fabio Barcaioli, e della presidente del Centro per le pari opportunità della Regione Umbria, Federica Moretti.
L'iniziativa ha portato nelle aule umbre la cultura del rispetto, la consapevolezza emotiva e gli strumenti per riconoscere e prevenire la violenza di genere. Numeri alla mano, il bilancio restituisce un quadro di forte partecipazione. Hanno aderito 70 scuole secondarie di primo e secondo grado distribuite su tutto il territorio regionale, raggiungendo almeno 1872 studenti e studentesse, senza che alcun genitore negasse il proprio consenso. Le attività si sono articolate in moduli operativi differenziati, guidati da formatrici esperte. Tra i percorsi più richiesti, gli incontri con i consultori, attivati in 40 plessi, i laboratori di educazione emotiva, 55 plessi, e i focus sulla prevenzione della violenza di genere in 41 plessi.
Dal monitoraggio finale emerge un dato inequivocabile: il 100% degli istituti interpellati ha confermato la volontà di partecipare all'edizione 2026-2027. Risultati netti che offrono lo spunto per una riflessione politica sui modelli educativi attuali, fortemente ribadita dall'assessore Barcaioli: "Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, fare educazione affettiva nelle scuole riduce l'incidenza di gravidanze precoci, aborti e infezioni sessualmente trasmissibili, nonché di episodi di violenza, abusi e discriminazioni legate al genere o all'orientamento sessuale. Su questa evidenza scientifica la Regione Umbria ha mandato avanti il progetto costruito su ascolto, prevenzione e consapevolezza, che ha raccolto un consenso altissimo. Sono basito per la legge del Governo che introduce il divieto dell'educazione sessuale alle elementari e alle scuole dell'infanzia, mentre alle medie e alle superiori impone l'autorizzazione dei genitori - continua Barcaioli - Parliamo di un'imposizione che trasforma il percorso formativo in un'opzione diseguale, rimessa a contesti familiari che non sempre dispongono degli strumenti necessari per valutare contenuti e ricadute educative. Si apre una frattura nella scuola, che perde la sua funzione di presidio universale. Il risultato è un arretramento culturale che sposta sulle singole famiglie ciò che dovrebbe essere garantito come diritto di tutte e tutti".
Per la presidente Moretti: "Vince l'Amore dimostra che la prevenzione della violenza contro le donne passa prima di tutto dall'educazione e dalla costruzione di una cultura del rispetto. Attraverso la collaborazione tra scuola, sanità, servizi territoriali e Centri Antiviolenza abbiamo offerto alle giovani generazioni strumenti per riconoscere le emozioni, costruire relazioni sane e comprendere il valore del consenso, della libertà e della dignità di ogni persona. Il risultato più importante non è soltanto ciò che studentesse e studenti hanno appreso durante il percorso, ma le domande che continueranno a porsi sul rispetto, sull'amore e sulla responsabilità verso sé stessi e verso gli altri. Contrastare la violenza di genere significa investire nella prevenzione, nelle pari opportunità e nella crescita di una comunità più consapevole, inclusiva e capace di prendersi cura delle proprie ragazze e dei propri ragazzi" conclude Moretti.
L'architettura del progetto Vince l'amore si regge su un'ampia alleanza istituzionale. Al lavoro, fianco a fianco, la Direzione Salute e Welfare della Regione Umbria, il Centro per le Pari Opportunità, l'Ufficio Scolastico Regionale, USL Umbria 1 (nel ruolo di azienda capofila tramite il Centro Unico di Formazione) e USL Umbria 2, insieme alla rete vitale dei consultori territoriali e dei Centri antiviolenza regionali.
Alla luce dei feedback positivi giunti dai docenti e dagli studenti, le direttrici per le prossime edizioni puntano a un avvio anticipato delle attività in concomitanza con l'inizio dell'anno scolastico e a un progressivo coinvolgimento delle famiglie, affinché il messaggio educativo veicolato nelle aule possa radicarsi profondamente in tutta la comunità umbra.


