Salone del Libro 5(UNWEB) – Torino, 14 maggio 2026 – "Questa edizione del Salone porta il titolo di una splendida opera di Elsa Morante, 'Il mondo salvato dai ragazzini', ma perché i ragazzini possano salvare questo mondo, prima di tutto bisogna salvare loro dal mondo": lo ha detto a Torino il vicepresidente della Regione Umbria, con delega alla Cultura, Tommaso Bori, intervenuto all'inaugurazione della 38ma edizione del Salone del Libro di Torino.

"Non possiamo abituarci alle immagini che arrivano ogni giorno da parti del mondo teatro di conflitto - ha detto Bori - quelle di un bambino di cinque anni arrestato dall'ICE di Trump con il suo zainetto di Spider-Man, quelle dei ventimila bambini ucraini rapiti dalle milizie di Putin e deportati per essere rieducati come in un romanzo distopico, quelle degli sguardi delle bambine e dei bambini scheletrici di Gaza, esposti alla fame e al gelo, dove oltre 50mila persone sono morte sotto le bombe e per la malnutrizione. Ed è disumano anche che il Mediterraneo possa restituire alle nostre spiagge i corpi delle bambine e dei bambini che abbiamo scelto di non salvare, trasformando il Mare Nostrum in un grande cimitero. Così come è disumano lasciare sole le figlie e i figli delle donne vittime della violenza maschile senza avere il coraggio di estirpare fin dai banchi di scuola il veleno della cultura patriarcale attraverso un'educazione capace di prevenire i femminicidi".

Per Bori "il rischio più grande è permettere che tutto questo venga normalizzato". "Perché - ha aggiunto - è quando smettiamo di indignarci che nascono i mostri. 'Restiamo umani', io credo che oggi non basti più questo invito, dobbiamo tornare umani, perché ci siamo abituati alla disumanità. E possiamo farlo attraverso ciò che oggi celebriamo qui: la cultura come mezzo di solidarietà universale e la lettura come strumento di pace. In Umbria regaliamo un libro a ogni bambina e bambino che nasce perché un libro è un seme di futuro e di speranza in un mondo che coltiva rabbia. La cultura è il più grande fattore di mobilità sociale, ciò che distingue cittadini da sudditi e per questo le istituzioni non possono considerarla la prima voce su cui tagliare. La Regione Umbria ha scelto di raddoppiare i fondi alla cultura perché siamo convinti che sia così avremo cittadini e non sudditi".

Il vicepresidente ha concluso dicendo che "dobbiamo garantire rispetto e dignità anche ai lavoratori della cultura, che non possono essere precarizzati, umiliati o sottopagati. Libri e non armi. È da qui che passa anche la costruzione della pace. Ecco perché anche la marcia del Pace tra le iniziative che l'Umbria porta a Torino".


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