simona meloni(UNWEB) Perugia - "Alla luce delle notizie false e artificiose che stanno circolando da alcuni giorni sul tema della caccia, ulteriormente rilanciate anche nelle sedi istituzionali della Regione, ritengo necessario fare chiarezza e mettere un punto a una polemica priva di fondamento a cui avrei preferito non dare seguito". È quanto dichiara l'assessore regionale con delega alla Caccia, Simona Meloni.

"È opportuno ricordare – prosegue l'assessore – che gli aumenti delle quote degli Atc, come da prassi, vengono decisi e proposti dagli stessi Ambiti territoriali di caccia e non dalla Regione. La Regione, infatti, con apposita delibera, si limita a ratificare le proposte discusse e approvate all'interno dei comitati di gestione degli Atc, organismi nei quali sono rappresentate tutte le associazioni portatrici di interesse del settore: venatorie, agricole e ambientaliste".
L'assessore Meloni sottolinea inoltre che "le richieste di aumento sono arrivate da Atc costituiti durante la scorsa legislatura, al cui interno ci sono rappresentanti indicati dalla precedente amministrazione regionale".

"Nel caso specifico – aggiunge Meloni – la Regione ha ricevuto due proposte, da parte dell'Atc 1 e dell'Atc 2, con aumenti votati e approvati dagli stessi Ambiti. Si tratta di adeguamenti che allineano il costo delle quote (51,65 euro) a quanto già in vigore nell'Atc 3 nel 2011. Parliamo, dunque, dell'aggiornamento di quote ferme dal 1995, oltre trent'anni".

Meloni evidenzia poi che, nel complesso, considerando quota Atc e tassa di concessione regionale, l'Umbria resta comunque tra le regioni italiane con la spesa più bassa per singolo cacciatore a livello nazionale.

"È importante inoltre precisare – conclude l'assessore – che la Regione sta lavorando con gli stessi Atc per unariduzione complessiva dei costi a carico dei cacciatori, a partire dalla riduzione del costo delle fascette per la caccia di selezione. Allo stesso tempo, i maggiori introiti derivanti dagli adeguamenti delle quote Atc, saranno destinati allo stesso mondo venatorio, attraverso interventi per il ripopolamento della selvaggina di piccola taglia come da loro richiesto, per la prevenzione e per il ripristino dei danni causati dalla fauna selvaticain aggiunta al cospicuo fondo ripristinato da questa Giunta regionale"


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