2 2 (UNWEB) – Perugia,  - Un modello di assistenza che anticipa il bisogno, riduce le ospedalizzazioni e mette il cittadino al centro: è questa la visione che anima la VII edizione del Corso di formazione specialistica per infermiere di famiglia o di comunità (IFoC), avviata mercoledì 4 marzo 2025 presso la sede della Scuola umbra di amministrazione pubblica.

  L'iniziativa formativa è stata aperta dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in collegamento remoto da Bruxelles. La presidente ha sottolineato "la centralità dell'infermiere di famiglia che, operando nelle Case di comunità e nelle Centrali operative territoriali, funge da raccordo tra il paziente, il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta e i servizi sociali. Insieme, – ha aggiunto la Presidente – riusciremo a portare la sanità sempre più vicino ai cittadini e costruiremo punti di riferimento efficaci e qualificati per cure, assistenza e servizi sociosanitari sul territorio".

  L'iniziativa si inserisce organicamente nel Piano sociosanitario regionale 2025-2030, il documento strategico con cui la Regione Umbria ridisegna la propria architettura assistenziale, spostando il baricentro dal ricovero ospedaliero alla cura sul territorio. Il nuovo Piano sociosanitario identifica nell'infermiere di famiglia o di comunità una figura strutturale e non complementare della rete assistenziale.

  "L'infermiere di famiglia – ha dichiarato la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti – è un professionista esperto, competente e qualificato. Regione Umbria sta investendo con entusiasmo in qualità professionale, elemento più nobile del sistema sanitario regionale e leva fondamentale per passare da un paradigma centrato sulla prestazione ad un modello centrato sulla proattività e prossimità, che consenta maggiore controllo sulle cronicità, migliori l'assistenza domiciliare e prenda in carico le persone più fragili".

  In linea con gli obiettivi della Missione 6 del Pnrr e del DM 77/2022, il Piano sociosanitario regionale 2025-2030 assegna all'infermiere di famiglia il compito di presidiare la transizione epidemiologica verso la cronicità, garantendo continuità assistenziale e appropriatezza delle cure.

  Il Piano individua tre aree di intervento prioritarie in cui l'infermiere di famiglia svolge un ruolo determinante: la gestione proattiva della cronicità, attraverso l'identificazione precoce dei pazienti ad alto rischio e la personalizzazione dei percorsi di cura; la prevenzione delle ospedalizzazioni evitabili, favorendo la permanenza del paziente al proprio domicilio in sicurezza; e l'integrazione sociosanitaria, con un'azione di orientamento e coordinamento tra i diversi soggetti della rete territoriale.

Il corso della durata di 80 ore articolate in 12 giornate - ha ricordato l'amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Joseph Flagiello - "rappresenta un tassello di una visione più grande e lungimirante di riforma del sistema sanitario umbro. Attraverso questo corso e numerose altre iniziative formative, stiamo accompagnando Regione Umbria in questo importante processo che valorizza i servizi assistenziali di prossimità in una dimensione di interoperabilità digitale".

  La progettazione didattica, riservata a 24 infermieri delle aziende sanitarie regionali (12 per la USL Umbria 1 e 12 per la USL Umbria 2), integra tre dimensioni formative: le competenze clinico-assistenziali avanzate, le capacità digitali — con attenzione alla telemedicina, al Fascicolo sanitario elettronico e alla piattaforma Atl@nte — e le competenze relazionali e organizzative per coordinare reti multi professionali complesse.

  Ad oggi, ha ricordatoValentina Battiston, Direzione salute e welfare della Regione Umbria, "sono stati formati su tutto il territorio umbro 146 infermieri di famiglia e comunità". Il programma didattico si struttura in tre moduli progressivi: dall'inquadramento normativo del ruolo dell'infermiere di famiglia, al processo di nursing domiciliare e alla gestione della cronicità, fino all'utilizzo avanzato degli strumenti digitali per la presa in carico integrata. È prevista una visita didattica presso la Casa della comunità di Ponte San Giovanni, che consentirà ai partecipanti di osservare direttamente l'organizzazione dei nuovi hub territoriali.

  Nella giornata di apertura sono, inoltre, intervenuti: Elisa Ceciarini (Ordine degli infermieri di Perugia), Paola Calcagno e Serena Agrestini (Usl Umbria 2), Marco Zucconi (Usl Umbria 1) e Lorena Martini (Agenas).

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