(UNWEB) – Perugia, - Piena e convinta adesione della Giunta regionale dell'Umbria all'iniziativa di oltre cento personalità della cultura contro il progetto eolico Phobos. L'appello di un vasto e trasversale fronte istituzionale, culturale e civico per la difesa del paesaggio rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella vede l'adesione anche della Regione Umbria. "Rispetto al progetto in questione la Regione Umbria, come noto, si è costituita in giudizio e non arretrerà di un millimetro. Stiamo ponendo rimedio all'inerzia della Giunta Tesei e alla liberalizzazione selvaggia voluta dal Governo Meloni" dichiara la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.
L'iniziativa, sottoscritta da oltre cento personalità del mondo della cultura, dell'arte e della scienza tra cui Salvatore Settis, Paolo Maddalena e Massimo Cacciari richiama l'articolo 9 della Costituzione e denuncia il rischio di una trasformazione irreversibile di territori di altissimo valore storico tra Orvieto e Castel Giorgio. "Condividiamo ogni parola della lettera inviata al Capo dello Stato - aggiunge la Presidente Proietti - nonostante la contrarietà del Ministero della Cultura, della Soprintendenza e di tutti i Comuni interessati, il progetto rischia di essere attuato a causa di scelte scellerate maturate nel recente passato. L'origine del problema che il territorio sta affrontando risiede nel provvedimento del 27 giugno 2023 a firma di Giorgia Meloni che ha dato il via libera all'impianto nonostante il parere contrario del MiC, aggravato dall'inerzia della Giunta Tesei".
L'amministrazione regionale ribadisce anche di non essere mai venuta meno al proprio dovere di tutela.
Come chiarito dall'Avvocatura regionale, la Giunta con deliberazione del 30 dicembre 2025 ha provveduto formalmente alla costituzione in giudizio dinanzi al TAR dell'Umbria contro il ricorso di RWE Renewables Italia Srl. La Regione ha scelto di difendere nel merito il proprio diniego all'autorizzazione, sancito con determinazione dirigenziale del 4 novembre 2025, ponendo un argine concreto alla liberalizzazione selvaggia promossa dal Governo centrale. "È paradossale – conclude la Presidente Proietti – che esponenti politici locali gridino oggi all'abbandono pur appartenendo a quella stessa area politica che a livello nazionale ha forzato la mano per autorizzare sette turbine alte oltre 200 metri a ridosso della Rupe. Le scelte miopi del Governo rischiano di trasformare radicalmente il paesaggio umbro a fronte di una resa energetica modesta. Se oggi siamo costretti a una battaglia legale, è perché stiamo difendendo l'identità dell'Umbria e la nostra legge regionale n. 7/2025, nata per escludere le visuali identitarie dagli impianti industriali e purtroppo impugnata proprio dal Governo Meloni".


