Geopolitc sport summit Perugiacomunica OTO 2026 04 10 17 49 18(UNWEB) Perugia. Grande partecipazione a Palazzo dei Priori per il confronto su sport, diplomazia e scenari internazionali


Si è svolto oggi, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, il “Perugia Sport Geopolitics Summit 2026, una nuova geopolitica dello sport”, promosso dalla Fondazione SportCity e dal Comune di Perugia, con il contributo e il sostegno della Regione Umbria.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto sui temi della diplomazia sportiva, del ruolo dello sport negli equilibri internazionali e delle prospettive legate ai Giochi Olimpici, anche alla luce dell’esperienza di Milano-Cortina. Un pomeriggio di lavori partecipato e qualificato, che ha visto il contributo di esponenti del mondo istituzionale, sportivo e accademico, confermando la centralità del tema nel dibattito contemporaneo.
In apertura è stato proiettato lo spot della candidatura di Perugia a Città europea dello sport 2028, a sottolineare come il summit si inserisca in un più ampio percorso di valorizzazione dello sport quale leva di sviluppo culturale, sociale e internazionale per il territorio.

I lavori, moderati da Jacopo Volpi, sono stati introdotti da Fabio Pagliara, presidente della Fondazione SportCity, e da Pierluigi Vossi, assessore allo sport del Comune di Perugia, che hanno illustrato visione e obiettivi dell’iniziativa. I saluti istituzionali della sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, dell’assessora allo sport della Regione Umbria, Simona Meloni, della prof Claudia Mazzeschi, delegata dal Rettore per il settore benessere e salute della comunità, quarta missione Università degli Studi, che hanno dato ufficialmente avvio al summit. Proprio nei saluti della prof Mazzeschi si è evidenziato come il corso di laurea in Scienze motorie è il corso più frequentato dagli studenti dell’Università e questo conferma il ruolo di Perugia come luogo di elaborazione culturale e confronto sui grandi temi internazionali, valorizzando lo sport come strumento strategico di dialogo tra i popoli e di sviluppo per il territorio.
Ha portato i saluti dell’Ordine degli avvocati di Perugia, il vice presidente, avv Marco Piazzai, contento e onorato dell’evento che riafferma che lo sport è un veicolo importantissimo per la pace e l’inclusione. Dal punto di vista del diritto lo sport è anche rispetto delle regole e un modo per avvicinarsi sempre piu alla pace.

Nel corso del pomeriggio è emersa con forza la funzione dello sport come strumento di dialogo, cooperazione e costruzione della pace, ma anche come ambito sempre più intrecciato alle dinamiche geopolitiche globali. Tra i principali temi affrontati: il ruolo del soft power sportivo, l’impatto dei conflitti sugli eventi internazionali, la dimensione diplomatica dello sport e le prospettive del sistema olimpico dopo Milano-Cortina.

Dichiarazioni
Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia
«Perugia ha voluto ospitare questo summit perché crediamo che lo sport sia molto più di una competizione, è un linguaggio universale capace di costruire relazioni e di tenere aperti spazi di dialogo anche nei contesti più difficili. La forza dello sport è anche questa, saper lanciare messaggi forti contro i conflitti, i soprusi e le violenze di ogni tipo, parlando il linguaggio del rispetto, della dignità e del riconoscimento dell’altro. In un tempo segnato da fratture e instabilità, parlare di sport significa inevitabilmente parlare anche di pace.
Lo sport custodisce infatti una lezione antica e profondissima: già nell’antica Grecia le Olimpiadi avevano un valore tale da comportare la sospensione delle guerre. È una lezione che attraversa i secoli e che arriva fino a noi, nei gesti e nelle parole di tante atlete e tanti atleti che affidano allo sport un messaggio di libertà, diritti e convivenza. È anche per questo che Perugia investe nello sport come leva di sviluppo culturale e sociale, dentro un percorso che guarda alla candidatura a Città europea dello sport 2028 come a una visione di città più inclusiva e aperta».

Fabio Pagliara
«Quello di oggi è stato un primo passo molto importante e siamo particolarmente fieri della scelta dell’amministrazione comunale di Perugia di rendere continuativo questo evento. Parlare di geopolitica dello sport vuol dire parlare di futuro, con una visione glocal: locale, al servizio dei cittadini, e globale, perché lo sport incide sulle politiche internazionali. I valori dell’olimpismo e della pace si confermano strumenti decisivi anche nelle dinamiche geopolitiche».

Simona Meloni, assessora allo sport Regione Umbria 
«Eventi come questo sono quanto mai necessari. Lo sport rappresenta un insieme di valori che attraversa tutte le politiche pubbliche: benessere, salute, prevenzione, inclusione, socialità e promozione del territorio. Come Regione siamo impegnati a garantire uno sport realmente accessibile a tutti, investendo sia sulla riqualificazione dell’impiantistica sia sullo sport di base, dai piccoli comuni alle aree interne. L’Umbria è una palestra a cielo aperto e va valorizzata attraverso una rete integrata tra istituzioni, associazioni e sistema sportivo».

Giovanni Malagò Presidente Fondazione Milano-Cortina 2026
«Il tema della geopolitica dello sport è oggi di grande attualità. Le dinamiche internazionali e i conflitti incidono sempre più anche sul mondo sportivo e sulle grandi manifestazioni. La diplomazia può svolgere un ruolo significativo, ma si confronta con equilibri complessi. Sarà fondamentale individuare strumenti e risposte adeguate per tutelare il valore dello sport e affrontare le sfide future, a partire dai prossimi appuntamenti olimpici».

Luciano Buonfiglio, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano
«Lo sport è uno strumento straordinario di diplomazia, grazie al suo linguaggio universale capace di superare barriere culturali, politiche e sociali. In un mondo segnato da tensioni e conflitti, lo sport resta uno spazio di confronto e mai di scontro, un messaggio di fratellanza che unisce i popoli. Iniziative come questo summit rafforzano la consapevolezza del suo ruolo strategico nella costruzione di ponti e nella promozione della pace».

Luca Ginetto - Presidente Panathlon Perugia

«Ringrazio il Comune di Perugia e la Fondazione SportCity per questa opportunità di essere presenti a questa prima edizione del Perugia Sport Geopolitics Summit. Il Panathlon, da 75 anni, è il club service che si occupa esclusivamente di sport a livello internazionale, promuovendo valori come il fair play, l’inclusione e il rispetto, riassunti nel motto “Ludis Iungit”, uniti dallo sport.
Oggi più che mai è importante che una città come Perugia diventi centro di confronto su tematiche che investono lo sport su scala globale. Le grandi organizzazioni sportive devono fare i conti con scenari internazionali complessi: basti pensare ai recenti cambiamenti nei calendari di eventi come Formula 1, MotoGP e tornei internazionali, condizionati da contesti di conflitto.
Questo dimostra quanto sia diventato difficile gestire lo sport a livello globale e quanto sia necessario affrontare, in modo trasversale e apolitico, il rapporto tra sport, politica e geopolitica. È un tema che riguarda tutti e che merita attenzione e approfondimento».».

Antonella Stelitano - scrittrice e vincitrice premio Bancarella sport 2021
«In un mondo che si va sempre più focalizzando su ciò che c’è di divisivo rispetto a ciò che unisce, che sceglie il “minilateralismo” al posto del dialogo multilaterale, lo sport resta un modello etico di convivenza che può ancora insegnarci qualcosa. L’attualità del sogno decoubertiano di ambire a realizzare “un mondo migliore e più pacifico” attraverso lo sport e il messaggio olimpico dal 1993 ha trovato un alleato nel sistema delle Nazioni Unite che si è concretizzato attraverso l’impegno a portare in Assemblea Generale due serie di risoluzioni: la più nota è quella che riguarda l’appello alla Tregua Olimpica, appello che nelle ultime edizioni è stato ampiamente disatteso. Ma questo non ci deve scoraggiare perché la vocazione alla pace in realtà si costruisce ogni giorno andando ad esaminare, proprio attraverso lo sport, le situazioni di disparità e diseguaglianza che potenzialmente generano contrasti e conflitti. Ed è qui che ci viene in aiuto una seconda serie di risoluzioni, oggi agganciate agli obiettivi dell’Agenda 2030, che rappresentano la vera sfida per il cambiamento».

Moris Gasparri - studioso e saggista - collaboratore di Limes «Lo Sport Geopolitics Summit è una risorsa preziosa, perché discutere dei rapporti tra sport e geopolitica è ancora una rarità nel nostro Paese. Farlo a Perugia ha poi un valore speciale, perché il tema della pace, che in questa città e nelle terre umbre ha avuto nel corso dei secoli grandi testimoni profetici, era centrale anche per le figure della civiltà europea che hanno creato lo sport moderno e le sue competizioni. Oggi viviamo in un’epoca di caos globale in cui lo sport subisce i condizionamenti della geopolitica e dei rapporti di forza, ma è allo stesso tempo anche parte di strategie di potere complesse da parte delle grandi potenze, che vanno studiate e di cui in Italia conosciamo ancora troppo poco»

ietro Benassi - Ambasciatore, ex rappresentante permanente d’Italia in Europa 
«Lo sport, che riceve e restituisce alla società innumerevoli sollecitazioni, è auspicabilmente chiamato anch’esso a svolgere la sua parte anche nella geopolitica. Ricostituire un sistema internazionale ordinato è una sfida multidimensionale, che abbraccia molti campi. Ripartire dal dialogo è tappa obbligata. Lo sport costituisce un asse di rilievo di quel soft power necessario in ogni processo di pace e non solo»

Angelo Argento - Presidente Cultura Italiana 
«La cultura, come lo sport, è una vera infrastruttura della democrazia e della pace. È ciò che costruisce senso critico, consapevolezza e capacità di dialogo tra individui e popoli. Dove c’è cultura, c’è pluralismo, libertà e rispetto delle differenze. In un tempo attraversato da polarizzazioni e conflitti, la cultura resta il presidio più solido contro l’ignoranza e la violenza. Investire in cultura significa rafforzare le fondamenta stesse della convivenza democratica e della pace»

Diana Bianchedi- Dirigente sportivo «Il convegno rappresenta un’opportunità unica per riflettere sul futuro dello sport a livello globale. I Giochi Olimpici sono molto più di un evento sportivo: sono un palcoscenico globale capace di raggiungere miliardi di persone e di diffondere messaggi di cambiamento. Con un piano di legacy definito fin dall’inizio, abbiamo sviluppato progetti sociali e sostenibili, promuovendo il “più movimento per tutti”. Il movimento olimpico ha oggi la responsabilità di trasmettere valori concreti di unità, sostenibilità e crescita, affinché lo sport diventi un vero catalizzatore di cambiamento sociale».

Mauro Berruto - Deputato della Repubblica Italiana 
«Chi dice che lo sport e la politica debbano restare separati dice una sciocchezza, o quanto meno un’imprecisione storica clamorosa. È da 2800 anni che la politica flirta con lo sport: talvolta lo protegge, qualche volta lo usa come propaganda. Ho provato a raccontare questo inevitabile abbraccio nel corso della storia, dagli agoni descritti da Omero, al Novecento, fino alla contemporaneità. Perché sport e politica continuano e continueranno a intrecciarsi, a condividere destini di pace e di guerra e saperlo permette di prevenire le distorsioni e il senso di soffocamento che quell’abbraccio può determinare.

Pierluigi Vossi Assessore allo sport del Comune di Perugia
Ha chiuso i lavori l’assessore Vossi, soddisfatto dell’evento che ha dichiarato che “Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza un concetto fondamentale: lo sport non è un mondo a parte. Non lo è mai stato e, probabilmente, non lo sarà mai.mPensare che lo sport sia neutrale rispetto alle dinamiche politiche significa ridurne la portata, non riconoscendone fino in fondo la forza e l’impatto sociale.
Quello che oggi è emerso non è se politica e sport debbano dialogare — quel dialogo già esiste. La vera sfida è capire come governarlo: con quali regole, con quale visione, con quale senso di responsabilità.
Dai lavori del convegno è scaturito un messaggio chiaro: serve una nuova consapevolezza – giuridica, istituzionale e culturale. Servono operatori capaci di leggere lo sport non solo per ciò che accade in campo, ma per ciò che rappresenta fuori dal campo.
Serve il coraggio delle scelte, la volontà di costruire insieme le regole di un sistema sportivo maturo, inclusivo e consapevole del proprio ruolo nella società.”


651371319 1433759485207944 6398478068353256666 n

 Totem plasma definitivo con loghi