(UNWEB) Perugia, La sanità italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione, nella quale il modello tradizionale centrato sull’ospedale lascia progressivamente spazio a un sistema più integrato, territoriale e orientato alla presa in carico continuativa del paziente cronico. In questo contesto si colloca il corso di formazione ECM “Dall’ospedale al territorio: la presa in carico del paziente cronico”, promosso dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia e svoltosi presso la Sala Consiliare della Provincia di Perugia, venerdì 23 gennaio 2026, che ha rappresentato un momento di confronto qualificato tra istituzioni, professioni sanitarie e rappresentanze della cittadinanza.
L’iniziativa ha offerto un approfondimento articolato sulle opportunità offerte dal PNRR, dal DDL Semplificazioni e dalle più recenti evoluzioni normative, mettendo al centro il ruolo della farmacia territoriale come presidio strategico di prossimità e come hub di servizi avanzati per la gestione delle cronicità.
Nel corso dei lavori sono stati illustrati modelli innovativi di presa in carico del paziente, che prevedono il coinvolgimento delle farmacie di comunità nella dispensazione di farmaci ospedalieri, nel monitoraggio dell’aderenza terapeutica e nella farmacovigilanza, attraverso procedure operative strutturate e un approccio integrato tra ospedale e territorio. Particolare attenzione è stata dedicata ai progetti sperimentali che riguardano pazienti affetti da patologie croniche e complesse, con l’obiettivo di ridurre i disagi logistici per i pazienti fragili, migliorare la continuità assistenziale e ottimizzare l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.
La Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, Stefania Proietti, ha dichiarato: “La costruzione di una sanità territoriale forte, integrata e capace di prendersi cura dei pazienti cronici rappresenta una priorità strategica per la Regione Umbria. Il PNRR e le recenti riforme normative ci offrono un’occasione storica per ripensare il modello di assistenza, rafforzando la rete dei servizi di prossimità e valorizzando il contributo delle professioni sanitarie. In questo quadro, la farmacia territoriale svolge un ruolo fondamentale come presidio capillare e qualificato, in grado di garantire continuità assistenziale, prevenzione e monitoraggio terapeutico. Iniziative come quella promossa dall’Ordine dei Farmacisti di Perugia dimostrano come il dialogo tra istituzioni, professionisti e cittadini sia la chiave per costruire un sistema sanitario più equo, efficiente e realmente centrato sulla persona”.
Nel suo saluto istituzionale, il Presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha sottolineato il valore sociale e professionale della farmacia come presidio essenziale per le comunità locali, evidenziando come i farmacisti rappresentino un punto di riferimento quotidiano per i cittadini e svolgano un ruolo non solo professionale, ma anche profondamente umano, capace di intercettare fragilità e costruire fiducia.
Il confronto si è arricchito dei contributi delle istituzioni regionali e delle rappresentanze professionali e associative, delineando un quadro nel quale la sanità territoriale emerge come asse portante del sistema sanitario del futuro. In tale prospettiva, la presa in carico integrata del paziente cronico è stata interpretata come una sfida che richiede un’evoluzione culturale e organizzativa dell’intero sistema sanitario, fondata sulla collaborazione tra le diverse professioni e sulla valorizzazione delle competenze.
In questo senso, il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Roma e Direttore dell’Area Funzionale Farmaco della ASL Roma 4, Dr. Giuseppe Guaglianone, ha evidenziato come la farmacia territoriale possa diventare un nodo qualificato della rete assistenziale, capace di garantire continuità terapeutica, appropriatezza prescrittiva e monitoraggio clinico, sottolineando che la presa in carico del paziente cronico rappresenta una delle principali leve per la sostenibilità del sistema sanitario. Guaglianone ha inoltre illustrato il progetto sviluppato nell’ambito della ASL Roma 4, nel quale i cittadini affetti da patologie croniche sono presi in carico dal proprio farmacista di fiducia lungo l’intero percorso terapeutico: dalla dispensazione dei farmaci ospedalieri alla verifica dell’aderenza terapeutica, fino al monitoraggio degli esiti clinici e alla collaborazione strutturata con i medici e i servizi ospedalieri. Si tratta di un modello organizzativo che consente di avvicinare il servizio sanitario al cittadino, ridurre gli accessi impropri alle strutture ospedaliere, migliorare la qualità della presa in carico e rafforzare il ruolo della farmacia come punto di riferimento stabile e qualificato per il paziente cronico, con potenziali ricadute positive in termini di appropriatezza, sostenibilità e qualità delle cure.
Il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Rieti, Dr. Mario Coviello, ha posto l’accento sull’evoluzione del ruolo professionale del farmacista, sempre più chiamato a partecipare attivamente al percorso di cura del paziente, evidenziando come la gestione delle cronicità richieda competenze cliniche, organizzative e relazionali avanzate e come la formazione rappresenti uno strumento imprescindibile per accompagnare la categoria in questo processo di cambiamento.
Nel corso dell’incontro, il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Perugia, Nicola Volpi, ha sottolineato l’importanza della collaborazione interprofessionale nella gestione delle cronicità, affermando che la presa in carico del paziente cronico non può essere affidata a singole professionalità, ma richiede un approccio multidisciplinare e integrato. Volpi ha evidenziato come infermieri e farmacisti condividano sempre più spesso il presidio del territorio e la responsabilità della continuità assistenziale, rimarcando che rafforzare la collaborazione tra le professioni sanitarie significa migliorare la qualità delle cure, ridurre le disuguaglianze di accesso e costruire un modello di sanità territoriale realmente centrato sulla persona.
La Dr.ssa Manola Peverini ha, poi, illustrato il progetto della USL Umbria 1 che prevede la somministrazione di farmaci attraverso operatori sanitari nei distretti territoriali dell’azienda sanitaria, configurando un modello organizzativo orientato a garantire maggiore prossimità, tempestività e continuità delle cure per i pazienti cronici e fragili. Peverini ha evidenziato come tale progetto, in una prospettiva evolutiva, possa coinvolgere in modo strutturato le farmacie di comunità e gli infermieri, favorendo un’integrazione operativa tra servizi territoriali, professionisti sanitari e presidi di prossimità. Questo approccio consentirebbe di costruire un sistema di presa in carico più efficace e coordinato, nel quale la farmacia territoriale diventa parte integrante della rete assistenziale, contribuendo alla distribuzione, alla somministrazione e al monitoraggio delle terapie, con benefici concreti in termini di accessibilità, continuità assistenziale e qualità dell’assistenza.
Relatori del corso sono inoltre stati il Dr. Alessandro D’Arpino, Direttore della Struttura Complessa di Farmacia Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, il Dr. Nicola Nigri, Segretario regionale SIFO e la Dr.ssa Michela Carini, Servizio Farmaceutico USL Umbria 1.
La Presidente di Federfarma Perugia, Dr.ssa Silvia Pagliacci, ha espresso grande apprezzamento per il valore scientifico e strategico dell’iniziativa, sottolineando come il corso rappresenti un passaggio fondamentale per la farmacia territoriale e un’occasione concreta per comprendere come tradurre le innovazioni normative e organizzative in servizi reali per i cittadini. Pagliacci ha evidenziato che la farmacia dei servizi non è uno slogan, ma un modello operativo che richiede competenze, responsabilità e visione, e che l’entusiasmo verso il progetto nasce dalla consapevolezza che il farmacista può essere uno dei protagonisti della sanità del futuro.
Il Presidente di Federfarma Umbria, Dr. Stefano Monicchi, ha rimarcato il valore strategico del modello di prossimità, sottolineando come la sanità territoriale rappresenti oggi la frontiera più avanzata dell’assistenza sanitaria e come le farmacie, grazie alla loro capillarità e alla fiducia dei cittadini, siano nella posizione ideale per contribuire alla gestione delle cronicità.
Il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia, Dr. Filiberto Orlacchio, ha evidenziato il significato culturale e professionale del corso, sottolineando come l’obiettivo dell’iniziativa sia quello di preparare la categoria dei farmacisti a un ruolo sempre più attivo nella presa in carico del paziente cronico.
Nel corso dell’evento sono stati inoltre approfonditi gli aspetti giuridici legati alle recenti evoluzioni normative, grazie al contributo dell’Avv. Ilario Taddei, Consigliere Delegato dell’Ordine degli Avvocati di Perugia tra cui l’estensione delle competenze vaccinali delle farmacie e l’allungamento della validità delle prescrizioni mediche, che rafforzano ulteriormente il ruolo del farmacista nel monitoraggio terapeutico e nella prevenzione.
La Dott.ssa Carla Mariotti, Segretario regionale Cittadinanzattiva e il Dott. Alessandro Petruzzi, Presidente di Federconsumatori Perugia, hanno espresso apprezzamento per i servizi di prossimità offerti dalle farmacie, riconoscendone il valore in termini di accessibilità, continuità assistenziale e supporto concreto ai pazienti cronici e alle fasce più fragili della popolazione. Le farmacie di comunità sono state indicate come un presidio fondamentale per ridurre le distanze tra cittadini e sistema sanitario e come un interlocutore qualificato nella gestione quotidiana delle terapie.
Il corso ha infine evidenziato come la presa in carico integrata del paziente cronico rappresenti una delle principali direttrici di sviluppo della sanità pubblica, in linea con le strategie del PNRR e con le esigenze di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Con questa iniziativa, l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia conferma il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale e professionale della categoria e nel rafforzare il dialogo con le istituzioni, le altre professioni sanitarie e la cittadinanza, contribuendo alla costruzione di un modello di sanità territoriale moderno, integrato e centrato sulla persona.


