Lavoratori somministrati della sanità: in Umbria riconosciuta l'indennità aggiuntiva Covid
Soddisfazione dei sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp: si conclude positivamente una vertenza durata quasi 2 anni
(UNWEB) Parità di trattamento per i lavoratori in somministrazione impegnati nel servizio sanitario pubblico umbro: in tutto 95 operatori (infermieri, Oss, assistenti sociali, etc) che finalmente si vedranno riconosciuta l'indennità aggiuntiva Covid di 792 euro già assegnata al personale diretto. È il risultato ottenuto dai sindacati, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp dell'Umbria, nel recente incontro congiunto con l'assessorato regionale alle politiche per la Salute e il Welfare, Luca Coletto, che ha portato alla delibera della determina n.4689 che riafferma appunto il principio di parità di trattamento per i lavoratori in somministrazione impegnati nel servizio sanitario pubblico.
"Si conclude positivamente una vertenza durata quasi 2 anni dovuta al mancato riconoscimento delle indennità per il personale sanitario in somministrazione, presso le strutture ospedaliere che ospitano i cosiddetti reparti covid - affermano in una nota Vanda Scarpelli (Nidil Cgil), Rocco Ricciarelli (Felsa Cisl) e Roberta Giovannini (Uiltemp) - Un risultato frutto anche e soprattutto delle iniziative di lotta e degli scioperi che sono stati organizzati a livello nazionale e regionale in questo ultimo anno".
L'origine di questa rivendicazione nasce dal fatto che in quest'ultimo biennio, caratterizzato dal contrasto alla pandemia da covid 19, i molti decreti a sostegno del personale sanitario, anche tramite incentivi economici, hanno visto sempre escluse una platea importante di lavoratori e lavoratrici assunti dalle agenzie di lavoro che, in modo identico, a fianco del personale assunto direttamente nelle strutture del servizio sanitario regionale, hanno meritevolmente dato il proprio contributo, senza però ricevere alcuna riconoscenza."Ora vigileremo - concludono Scarpelli, Ricciarelli e Giovannini - affinché nei prossimi mesi le Usl e le Aziende sanitarie, trasmettano alle agenzie di somministrazione l'autorizzazione al pagamento delle cifre suddette a quanti rientrano nei requisiti".
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