(UNWEB) In questi giorni Isola Maggiore sta vivendo momenti di forte preoccupazione e grande amarezza.
Le difficoltà legate ai collegamenti e alla navigabilità del lago stanno generando timori concreti per il futuro delle attività, degli eventi, del turismo e della vita quotidiana dell’isola.
Davanti a tutto questo non possiamo restare in silenzio.
Come proprietario del castello di Isola Maggiore e come imprenditore che ha scelto di investire concretamente sul territorio — dai Chiostri Bar Bistrot fino alla Darsena — sento il dovere umano e morale di essere vicino alla comunità isolana.
La mia vicinanza va a Mariapia Scarpocchi, Silvia Silvi, a tutte le attività di Isola Maggiore e del Lago Trasimeno e a tutte le persone che ogni giorno difendono con sacrificio, passione e dignità l’anima di questo territorio.
Chi vive il lago sa bene quanto il Trasimeno rappresenti identità, storia, lavoro e futuro.
Per questo motivo oggi più che mai servono presenza concreta, collaborazione e visione.
Oggi, però, il punto non è la politica.
Il punto è il Lago Trasimeno.
Il punto è Isola Maggiore.
In momenti come questi non contano le appartenenze, ma le persone che hanno davvero la volontà di salvaguardare questo patrimonio straordinario, la sua storia, la sua economia e la sua comunità.
Noi crediamo nelle istituzioni e riconosciamo il lavoro che il Governo Meloni sta portando avanti per rimettere in moto territori, infrastrutture e progetti rimasti fermi per troppo tempo. In appena 18 mesi sono stati avviati percorsi e interventi che per oltre vent’anni erano rimasti bloccati o soltanto promessi.
Ma al di sopra di tutto viene il bene del lago e dell’isola.
Anche se non siamo nati isolani, abbiamo scelto di amare questo luogo e di investire qui energie, lavoro e speranza, perché Isola Maggiore non appartiene soltanto a chi ci vive: appartiene al cuore del nostro territorio ed è un patrimonio umano, culturale e paesaggistico che merita rispetto, tutela e futuro.
Personalmente sono arrivato sul Lago Trasimeno in un momento che molti descrivono come difficile, complicato, addirittura come un “buco nero”.
Eppure, vivendo quotidianamente questo territorio, io ho trovato tutt’altro.
Ho trovato bellezza.
Ho trovato persone straordinarie.
Ho trovato attività che resistono con dignità.
Ho trovato un lago vivo.
Chi ama davvero la natura sa che il lago vive cicli naturali, cambiamenti, momenti delicati e momenti meravigliosi. Fa parte della sua storia, della sua identità e del suo equilibrio.
Per questo credo sia inutile alimentare allarmismi che rischiano soltanto di danneggiare il territorio, il turismo e il lavoro di tante famiglie.
I turisti devono sapere una cosa molto semplice: Isola Maggiore e il Lago Trasimeno continuano ad accogliere visitatori ogni giorno con la stessa magia, la stessa autenticità e la stessa emozione di sempre.
La società che gestisce il servizio di navigazione possiede esperienza, professionalità e conoscenza del territorio tali da poter affrontare e risolvere rapidamente eventuali criticità. Sono certo che, grazie alla collaborazione con le realtà del territorio e attraverso partnership con operatori locali e imbarcazioni già presenti sul lago, sarà possibile trovare soluzioni concrete ed efficaci per garantire continuità ai collegamenti e ai servizi.
Il Lago Trasimeno ha sempre saputo reagire nei momenti difficili grazie alla forza delle persone che lo vivono ogni giorno.
Le difficoltà si affrontano con competenza, collaborazione e soluzioni concrete, non con la paura.
Ed è proprio nei momenti più delicati che si vede chi sceglie di allontanarsi… e chi invece decide di investire, restare e credere ancora di più nel futuro di questo luogo straordinario.
Per quanto mi riguarda, confermo la mia piena disponibilità a collaborare con chiunque abbia davvero a cuore il futuro dell’isola, affinché Isola Maggiore continui a essere viva, raggiungibile, accogliente e protagonista del Lago Trasimeno.
Perché Isola Maggiore non è soltanto un luogo da visitare.
È una comunità.
È memoria.
È bellezza.
È lavoro.
Ed è nostro dovere proteggerla.
Con affetto e responsabilità,
Francesco Storniolo



