DSC 0761 391x260(UNWEB) Il Signore è veramente risorto. Alleluia. È l’annuncio che domenica 5 aprile 2026 è risuonato nelle chiese per annunciare la resurrezione di Cristo. A Spoleto l’arcivescovo mons. Renato Boccardo ha presieduto la Messa di Pasqua all’Hospice “La torre sul colle” e nella Basilica Cattedrale. Come recita l’inno delle Lodi mattutine in questo giorno “Sfolgora il sole di Pasqua, risuona il cielo di canti, esulta di gioia la terra. Dagli abissi della morte Cristo ascende vittorioso insieme agli antichi padri. Accanto al sepolcro vuoto invano veglia il custode: il Signore è risorto”.

L’omelia dell’Arcivescovo. In Duomo mons. Boccardo ha celebrato dinanzi a tantissimi fedeli, insieme ai presbiteri e ai fedeli della Pievania di S. Ponziano. Nell’omelia il Presule ha sottolineato che tra i tanti frutti della Pasqua due sono particolarmente significativi: la speranza e la gioia. «Speranza – ha detto - che noi e tutta la terra siamo chiamati a risorgere; gioia perché il Signore Gesù è vivo, risorto, è presente tra noi in questa Eucaristia. Tuttavia, troppe sono le ragioni umane che militano contro questa speranza e questa gioia: la malvagità dell’uomo, la tracotanza dei potenti, l’umiliazione dei più deboli, la corsa agli armamenti, le guerre che sembrano non finire mai mentre continuamente ne nascono di nuove, la mancanza di pace, la soppressione della vita nascente, le nostre sorti incerte. Di fronte a questa dolorosa realtà, ci capita di coltivare l'idea fantasiosa e illusoria che tutto possa e debba cambiare all'improvviso, che dall’oggi al domani non ci debbano più essere malattie, dolori, turbamenti sociali, ingiustizie. E quando il sole tramonta su un giorno di festa come questo e, con il lunedì ricomincia la settimana e vediamo che gli uomini continuano a soffrire, allora siamo presi dalla delusione. Aspettavamo la fraternità, la pace, l’accoglienza e il rispetto reciproco, e non avviene niente di tutto questo: domani e dopo domani si riprenderà a fabbricare armi, a uccidere, a fare violenza. Che cosa vuol dire, allora, la vittoria della Pasqua di Cristo? Come possiamo accogliere la speranza e la gioia di questo giorno? Dobbiamo capire che se la vittoria pasquale di Gesù riguarda certamente tutto il male del mondo, essa però parte da noi. Parte da me, parte da voi che proclamate con me la risurrezione e, attraverso di noi, si realizza nella società. Noi, con la nostra vita e le nostre parole, siamo la prima opera del Risorto, siamo la rivelazione della sua vittoria. Se la nostra libertà raccoglie tutte le energie per affidarsi a Cristo e fare spazio al suo amore, noi diventiamo veramente principio di un mondo nuovo a partire dalla nostra persona, amata, perdonata, rinnovata dalla presenza viva di Gesù».


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