(UNWEB) – Roma, 18 febbraio 2026 – È stata presentata oggi a Roma, nella sede del ministero della Cultura, la mostra "Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento", che si terrà dal 14 marzo al 14 giugno 2026 a Perugia, alla Galleria Nazionale dell'Umbria.
"Oggi, qui a Roma in questa prestigiosa sede istituzionale – ha detto il vicepresidente e assessore alla Cultura Tommaso Bori - presentiamo un evento che non è solo una mostra, ma un vero e proprio atto di coraggio. Dico questo perché così come il coraggio e la convinzione tenace della propria forza di pensiero guidò San Francesco nella sua scelta di vita e così come il coraggio portò Giotto a stravolgere i canoni dell'arte occidentale, anche questa esposizione nasce sotto il segno della sfida coraggiosa: infatti, il lavoro necessario per riunire i prestiti di questa nobile mostra è stato immenso e portato avanti con la determinazione di chi crede nel valore della cultura prima ancora di avere la piena certezza di ogni risorsa"!.
"Questo lavoro – ha spiegato Tommaso Bori - è il frutto di un progetto corale che dimostra come l'Umbria sappia essere il centro di una rete di collaborazione nazionale e internazionale. Voglio rivolgere un ringraziamento ai curatori, Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, per l'eccellenza della ricerca scientifica e al direttore della Galleria Nazionale dell'Umbria, Costantino D'Orazio, per la sua lungimiranza: ci avete messo professionalità e cuore, trasformando un'idea ambiziosa in una realtà tangibile che mette in rete le migliori energie".
"La Regione Umbria fa con convinzione la sua parte, ma questo traguardo non sarebbe stato possibile senza una sinergia tra istituzioni: ringrazio il Governo con il Comitato nazionale, quindi il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per il sostegno e l'attenzione costante verso il nostro territorio. Un grazie profondo – ha aggiunto l'assessore - va agli sponsor privati che hanno investito nella bellezza e alle famiglie francescane, custodi di un messaggio universale".
Entrando nel merito della mostra, il vicepresidente Bori ha aggiunto: "Giotto è stato il fulcro attorno a cui si sono coagulate le menti più brillanti della sua epoca. Proprio Giotto ha mutato l'arte del dipingere: ma è nel rapporto con San Francesco che questa rivoluzione si compie davvero. Perché il pennello di Giotto ha dato vita reale al Santo che ha plasmato il Duecento e continua a parlare alla nostra contemporaneità. Francesco è il Santo della commozione, della natura, della fratellanza e di quella ecologia integrale di cui oggi sentiamo un estremo bisogno. È in fase di approvazione il testo di legge speciale per l'ottocentenario della morte di San Francesco che andrà a sostenere in generale tante iniziative, compresa anche la promozione di questa mostra. Lo facciamo con l'idea che la cultura promuova la crescita del singolo, della collettività, ma rappresenta anche un motore di sviluppo economico che crea un'attrattiva di rilievo per il nostro territorio.
Invitiamo tutti a venire in Umbria dal 14 marzo per riscoprire, attraverso lo sguardo di Giotto, l'attualità di un messaggio che parla di umanità, di natura e di futuro".
