Assessore Fabio Barcaioli 1(UNWEB) – Perugia,   A seguito della comunicazione dell'Ufficio scolastico regionale per l'Umbria sul dimensionamento scolastico che riguarda le direzioni didattiche di Città di Castello e Gubbio, l'assessore all'Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, esprime una netta contrarietà riguardo la decisione assunta dal Governo Meloni. "Il Ministro Valditara ha scelto di andare avanti senza ascoltare la Regione - sottolinea Barcaioli - colpendo la scuola pubblica nel suo insieme e riducendola a una variabile di bilancio. È una scelta che penalizza studentesse, studenti, famiglie e tutto il personale scolastico, dai docenti al personale Ata".


 Secondo l'assessore a pesare è anche l'assenza di una difesa unitaria degli interessi regionali: "In questa vicenda - dice - alcune forze hanno preferito tutelare il proprio orticello, rinunciando a una visione complessiva della scuola in Umbria. Così la nostra scuola è stata sacrificata a equilibri e rapporti politici". 
Le ricadute sono evidenti anche sul piano organizzativo. "Il risultato - prosegue l'assessore – è un dimensionamento deciso all'ultimo momento, che a Città di Castello porta alla nascita di due istituti comprensivi tra i più grandi dell'Umbria. Noi intanto aspettiamo l'esito del ricorso del Presidente della Repubblica, che potrebbe avere effetti sulle decisioni assunte".    
 "Auspico che questo atto rappresenti l'ultimo passaggio di un triennio segnato da tagli continui alla scuola tutta - prosegue Barcaioli - Una stagione che ha indebolito il sistema scolastico e che deve terminare per lasciare spazio a una progettazione diversa, capace di accompagnare studentesse e studenti verso competenze aggiornate, digitali e orientate al futuro, tutelando al tempo stesso il lavoro di chi opera ogni giorno nella scuola".    
Barcaioli indica infine le priorità urgenti: "È necessario intervenire sul numero di studenti per classe, affrontare la precarietà del personale, contrastare lo spopolamento delle aree interne e avviare una progettazione condivisa della scuola del 2030. L'Umbria, insieme a Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, sottoposte al commissariamento, chiede un sistema scolastico stabile, sostenibile e vicino ai bisogni dei territori".      
 "La scuola non può continuare a essere trattata come uno strumento di risparmio - conclude l'assessore - La Regione continuerà a farsi portavoce delle istanze di chi la scuola la vive ogni giorno, affinché il diritto all'istruzione e alla formazione torni al centro delle scelte politiche".