IMG 20260127 WA0011(UNWEB) – Perugia,   - Due donne, due storie, un unico comune denominatore: il coraggio e il senso di responsabilità nel tendere la mano all'altro, nel nome del rispetto della vita. Lina Berellini e Lucia Brozzetti due donne umbre sono state le protagoniste ad Assisi delle celebrazioni del Giorno della Memoria promosse dal Museo dedicato che è divenuto negli anni un punto di riferimento nel panorama della memoria storica nazionale. Un luogo che, anche in questa occasione, ha aperto le sue porte alle giovani generazioni, accogliendo numerosi studenti, distribuiti in due sale per consentire la partecipazione di tutti, vista la grande affluenza.

"La memoria vive se diventa responsabilità e azione concreta, soprattutto per i giovani" – ha detto la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, intervenendo alla cerimonia svoltasi oggi, martedì 27 gennaio, nella Sala della Spogliazione di Palazzo Vescovile. "Queste storie ci ricordano che il bene non è opera di eroi, ma di persone comuni che, anche senza istruzione o potere, hanno scelto di salvare altre vite. Le storie che oggi raccontiamo ci parlano del coraggio straordinario di donne che, in un tempo in cui ribellarsi era ancora più controcorrente, hanno scelto di disobbedire a regole ingiuste, mettendo a rischio la propria vita per salvarne altre. Un coraggio civile che continua a parlare anche al presente. Per questo la Regione Umbria ha inserito il Giorno della Memoria tra le priorità del proprio mandato, sostenendo le scuole con strumenti concreti, affinché il ricordo continui a parlare al presente e al futuro".

La presidente Proietti ha partecipato all'incontro dal titolo "Donne & Memoria", dedicato alle storie di Lina Berellini e Lucia Brozzetti, figure simbolo di umanità, coraggio e responsabilità civile. Un momento di forte intensità emotiva, che ha visto la presenza delle istituzioni e dei familiari delle protagoniste ricordate.

Lina Berellini, nata nel 1920 a Valfabbrica, durante le persecuzioni razziali si prese cura dei figli di una famiglia ebrea, mettendo a rischio la propria vita per proteggerli dai rastrellamenti nazi-fascisti.

Lucia Brozzetti, vissuta ad Assisi, offrì accoglienza e aiuto a famiglie sfollate ed ebree durante la guerra, facendo della propria casa un luogo di solidarietà e sostegno.

Prima dell'incontro è stato scoperto un pannello permanente dedicato a Lina Berellini, che ne racconta la storia e che resterà esposto all'interno del Museo della Memoria, arricchendone il percorso espositivo e offrendo ai visitatori uno strumento ulteriore di conoscenza e riflessione.

Alla cerimonia erano presenti don Giovanni Zampa, vicario generale della diocesi di Assisi, Gualdo, Nocera, il prefetto di Perugia Francesco Zito e il sindaco di Assisi Valter Stoppini, oltre ai rappresentanti delle istituzioni civili, religiose e militari. L'incontro è stato coordinato da Marina Rosati, responsabile del Museo della Memoria, cui la Presidente ha rivolto un sentito ringraziamento per il costante lavoro di ricerca e divulgazione.

Nel suo intervento, don Giovanni Zampa ha sottolineato come "questa non sia solo una commemorazione, ma una vera e propria festa della coscienza, che ci ricorda come il bene sia possibile. Le persone che oggi ricordiamo non erano supereroi, ma cittadini comuni che hanno scelto di attivare percorsi di generosità e responsabilità verso gli altri".

Il prefetto di Perugia, Francesco Zito, salutando gli studenti presenti ha sottolineato il valore del dialogo tra le generazioni e il ruolo del Museo della Memoria di Assisi: "Il Giorno della Memoria ci consegna due messaggi: la tragedia di una persecuzione nata da un preconcetto razziale e, insieme, il bene compiuto da cittadini comuni. Questo museo racconta proprio il bene che nasce da una tragedia, rendendo la memoria viva e accessibile ai giovani".

Il sindaco di Assisi ha evidenziato come il Giorno della Memoria rappresenti "un momento per riflettere e ricordare, ma anche per vigilare, affinché tragedie simili non si ripetano", richiamando il significato dell'Ottocentenario di San Francesco, che "rilancia oggi più che mai un messaggio vivo di pace, fraternità e dialogo".

Nel corso del suo intervento, la presidente Proietti ha inoltre ricordato l'impegno della Regione Umbria nel sostenere concretamente la trasmissione della memoria, richiamando la recente delibera di giunta che prevede contributi alle scuole per i Viaggi della Memoria, affinché sempre più studenti possano conoscere direttamente i luoghi della Shoah e comprendere le radici della democrazia e della Costituzione.

In segno di partecipazione alle celebrazioni della ricorrenza, inoltre, le sedi istituzionali della Regione Umbria hanno esposto le bandiere a mezz'asta.

Le iniziative ad Assisi per il Giorno della Memoria, iniziate domenica e in programma fino a giovedì 29 gennaio, si inseriscono in un quadro più ampio di celebrazioni promosse in tutta l'Umbria, con eventi, incontri e momenti di approfondimento a Perugia, come quello alla Sala dei Notari al quale ha partecipato il vicepresidente e assessore Tommaso Bori, a Terni, con la partecipazione del consigliere regionale Francesco Filipponi, e in numerosi altri Comuni della regione, in collaborazione con scuole, istituzioni culturali e associazioni.

"Anche una sola azione può accendere una luce, ma sono le azioni di tanti a cambiare il mondo", ha concluso la presidente Proietti, rivolgendo un appello ai giovani presenti a non restare indifferenti e a farsi protagonisti di un futuro fondato sulla giustizia, sulla pace e sul rispetto della dignità umana.

Al termine della cerimonia, la presidente Proietti si è richiamata alle parole pronunciate oggi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza; significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso.

Questa cerimonia è l'occasione per esprimere, con orgoglio e con responsabilità, il patriottismo italiano e repubblicano che ci rende custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica, incancellabile e inalienabile, della persona umana. Custodi della democrazia".